Lo psicologo è un esperto di prevenzione, diagnosi, sostegno e terapia in ambito psichico.

E’ un laureato, abilitato alla professione attraverso il superamento di un esame di Stato, che interviene in tutte quelle situazioni in cui le condizioni personali, le relazioni con gli altri e con il mondo esterno costituiscono fonte di disagio o di difficoltà.

Le sue competenze possono essere rivolte al singolo individuo, alla coppia, alla famiglia o ad un gruppo di persone.

E’ la figura professionale che si consulta in situazioni di malessere psicologico più o meno intenso, di difficoltà relazionali, di bisogno di chiarezza o di semplice bisogno di ascolto.

In passato era comune pensare che chi si rivolgeva ad uno psicologo fosse  “pazzo” o “diverso”.  Come sappiamo questa credenza è falsa ed ormai superata. Al contrario, rivolgersi ad uno psicologo vuol dire prendersi cura della propria salute mentale e fisica, che camminano sempre di pari passo, ed avere un grande senso di responsabilità e coscienziosità.

Se ci troviamo in situazioni di sofferenza e/o proviamo un senso di inquietudine che facciamo fatica a gestire, è preferibile non lasciare passare molto tempo prima di farsi aiutare e non minimizzare la propria condizione.

Affrontare la situazione con l’aiuto di un esperto, prima che si aggravi e che diventi “troppo grande” da sostenere, consente di trovare sollievo, benessere in tempi brevi e di non stare male per lungo tempo come spesso capita a chi vive il proprio malessere in completa solitudine.

Ecco una serie di situazioni nelle quali è utile consultare uno psicologo:

– per difficoltà nello sviluppo di bambini e adolescenti (problemi di apprendimento, iperattività, balbuzie, enuresi, tic nervosi, eccessiva timidezza e chiusura, difficoltà di comunicazione e relazionali, ansia da prestazione, problematiche relative alla sfera sessuale);

– per difficoltà genitoriali nell’educazione dei figli;

– in scelte in cui ci si sente confusi (es. scelte scolastiche, lavorative, di coppia, amicali, di matrimonio, di maternità/paternità o pensieri di aborto, di fuga);

– per problemi di coppia, familiari ed interpersonali;

– per prendere decisioni importanti in particolari momenti della vita o in situazioni di crisi e di sofferenza protratta che possono generare ansia, stress, attacchi di panico, ossessioni e fobie;

– in casi di disagio psicologico (depressione, disagi legati alla perdita di autostima e difficoltà nella gestione della rabbia) o di disturbi fisici legati a stati mentali psicosomatici (stanchezza cronica, disturbi gastrointestinali, emicrania, disturbi del sonno), per capire di che disturbo si tratta e per cercare una soluzione adeguata;

– per rielaborare esperienze traumatiche (incidenti, operazioni, lutti, disastri vissuti direttamente o indirettamente, abusi, divorzio-separazione);

– nei casi di dipendenza affettiva, dipendenza da internet, dipendenza da sostanze alcoliche e/o stupefacenti e di disturbi alimentari (anoressia, bulimia, obesità).